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Oceano Atlantico
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Lmwdg'mwdwOceano Atlantico, detto brevemente mweaAtlantico, è il secondo mweqoceano della mwegTerra per estensione. Il nome dell'oceano, mwewderivato dalla mwfamitologia greca, significa "mwfqmare di mwfgAtlante" e la sua superficie è di circa mwfw106 400 000 mwgachilometri quadrati.cite-ref-brit-1-0[1] L'Oceano Atlantico copre circa il 20% della superficie del pianeta e circa il 26% della sua superficie d'acqua.
Contents
• Clima
• Storia
• Economia
• Porti
• Ambiente
• Pericoli
• Note
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Etimologia e storia
La prima menzione di "Atlantide" in mwialetteratura si rintraccia in mwiqErodoto (circa mwig450 a.C.),cite-ref-2[2] che scrive il mwjwnome dell'oceano mwkaἈτλαντὶς θάλασσα 'il mare di Atlantide'.cite-ref-3[3] Il nome "Oceano Etiope", derivato da mwlqEtiopia, veniva talvolta applicato all'Oceano Atlantico meridionale fino alla metà del mwlgsecolo XIX.cite-ref-4[4] Gli antichi mwmwGreci credevano che questo oceano fosse un enorme fiume che circondava il mondo.
Per questo motivo, prima che gli europei ne scoprissero altri, il termine stesso "oceano" stava ad indicare per mwnqantonomasia tutte le acque situate oltre lo mwngstretto di Gibilterra. Benché fosse stato attraversato per la prima volta dai mwnwvichinghi in viaggio verso la mwoaGroenlandia e la mwoqVinlandia (il moderno mwogLabrador, nel mwowCanada), fu la mwpaspedizione di Cristoforo Colombo del 1492 ad avere le maggiori conseguenze, poiché da allora l'Atlantico fu solcato frequentemente nell'ambito dell'mwpqetà delle scoperte e della mwpgcolonizzazione europea delle Americhe.
Descrizione
L'Oceano Atlantico è un bacino allungato e a forma di S che corre longitudinalmente tra l'mwqqEuropa e l'mwqgAfrica (ad est) e l'mwqwAmerica a ovest. Secondo la convenzione che identifica tre oceani, ossia la più seguita in Italiacite-ref-5[5], l'Atlantico comprende il mwsaMar Glaciale Artico e dunque confina a sud-est con l'mwsqOceano Indiano e ad ovest con l'mwsgOceano Pacifico, attraverso tra bracci di mare: da nord-ovest a sud-ovest essi sono lo mwswstretto di Bering, lo mwtastretto di Magellano e il mwtqCanale di Drake. L'mwtgEquatore separa l'Atlantico in un settore settentrionale e un settore meridionale.
Secondo la convenzione che identifica quattro oceani ammettendo l'esistenza dell'"Oceano Artico", seguita particolarmente nei paesi di lingua inglesecite-ref-nationalgeographic-com-6-0[6], l'Atlantico confina con l'mwvaOceano Artico a mwvqnord, l'Oceano Pacifico a sud-ovest e l'Oceano Indiano a sud-est. Infine, secondo la convenzione che identifica cinque oceani ammettendo l'esistenza di un "Oceano Artico" e di un "Oceano Antartico", anch'essa seguita nella letteratura geografica in lingua inglesecite-ref-7[7], l'Atlantico confina a nord con l'mwwgOceano Artico, sud con l'mwwwOceano Antartico, a sud-ovest con l'Oceano Pacifico e sud-est con l'Oceano Indiano.
Questo oceano occupa un bacino a forma di "S", disposto nella direzione nord-sud. È diviso in due sezioni principali, l'Atlantico del Nord e l'Atlantico del Sud, da correnti equatoriali poste a circa 8° di mwpglatitudine nord. È delimitato a ovest dal continente mwpwamericano (sia dalla parte mwqasettentrionale che da quella mwqqmeridionale) e, a est, dall'mwqgEuropa e dall'mwqwAfrica; tre suoi mwramari dipendenti, il mwrqMediterraneo, il mwrgMar Nero e il mwrwMar Glaciale Artico, bagnano anche l'mwsaAsia. Comunica con l'mwsqOceano Pacifico sia a nord che a sud.
Il collegamento settentrionale tra i due oceani avviene attraverso il mwswMar Glaciale Artico, mentre quello meridionale è permesso dallo mwtastretto di Magellano, dal mwtqcanale di Beagle e dal mwtgcanale di Drake. Inoltre, esiste una connessione artificiale tra i due oceani, il mwtwcanale di Panama, situato in corrispondenza dell'mwuaistmo che unisce le due Americhe. A est comunica con l'mwuqoceano Indiano, attraverso il mwugcapo Agulhas, al 20° E (e non dal mwuwcapo di Buona Speranza, come si ritiene comunemente), ma anche attraverso il canale artificiale di mwvaSuez.
L'Atlantico copre il 20% della superficie terrestre ed è secondo solo al Pacifico come ampiezza. L'oceano propriamente detto copre un'area di circa mwvg82362000 km², pari a otto volte quella dell'mwvwEuropa, che raggiunge i mwwa106450000 km² se si considerano anche i suoi mari adiacenti. Le terre occupate dal bacino idrografico dell'Atlantico sono quattro volte quelle del Pacifico o dell'Indiano. Il volume dell'oceano Atlantico è di mwwq323600000 km³, e di mwwg354700000 km³ considerando anche i mari adiacenti.
La profondità media (volume/superficie) dell'Atlantico è di mwxa3926 m, ridotta a mwxq3332 m se si prendono in considerazione i mari adiacenti. La profondità maggiore è di mwxg9219 m, raggiunta nell'mwxwabisso Milwaukee, che si trova nella mwyafossa di Porto Rico, circa mwyq135 km a nord dell'mwygisola di mwywPorto Rico. La larghezza dell'Atlantico varia tra mwza2848 km nel punto più stretto, tra il mwzqBrasile e la mwzgLiberia, fino a mwzw4830 km tra gli mw0aStati Uniti e l'Africa settentrionale.
Caratteristiche dell'acqua
La salinità delle acque di superficie nell'oceano aperto va da 33 a 37 parti per mille, e varia con la latitudine e le stagioni. Anche se i valori minimi di salinità si trovano appena a nord dell'equatore, in genere i valori più bassi si trovano alle alte latitudini, e vicino alle foci di grandi fiumi che immettono le loro acque dolci nell'oceano. I massimi valori di salinità si trovano attorno alla latitudine 25° nord. I valori di salinità superficiale sono influenzati dall'evaporazione, dalle precipitazioni, dall'apporto di acqua dolce dei fiumi e, nelle zone più fredde, dallo scioglimento dei ghiacci.
La temperatura delle acque superficiali varia con la latitudine, con le correnti, le stagioni e la distribuzione di energia solare. Lungo l'oceano, varia da meno di mw1a2 °C nelle regioni polari fino a mw1q29 °C all'equatore. Nelle medie latitudini, la temperatura è intermedia, ma soggetta a grandi variazioni (fino a 7 o mw1g8 °C). A causa delle basse temperature, la superficie è normalmente coperta di ghiaccio nel mw1wmare del Labrador, nello mw2astretto di Danimarca e nel mw2qmar Baltico da ottobre a giugno.
L'oceano Atlantico consiste di quattro principali masse d'acqua. Le acque centrali dell'Atlantico del Nord e del Sud costituiscono le acque superficiali. L'acqua intermedia sub-antartica si estende alle profondità di mw2w1000 m. L'acqua profonda del Nord Atlantico raggiunge la profondità di mw3a4000 m. L'acqua antartica di fondo occupa i bacini oceanici a profondità maggiori di mw3q4000 m. A causa della mw3gforza di Coriolis, l'acqua del Nord Atlantico circola in senso orario, mentre l'acqua dell'Atlantico meridionale circola in senso antiorario. Le mw3wmaree dell'oceano sono semidiurne, cioè comprendono due alte maree nell'arco delle 24 ore. Le maree sono un'onda che si muove da sud a nord. A latitudini superiori a 40°, è presente anche un'oscillazione est-ovest.
Fondale oceanico
La caratteristica principale della topografia del fondo oceanico dell'Atlantico è una grande catena di montagne sottomarine, chiamata la mw4gdorsale medio atlantica. Si estende dall'estremità nord, accanto all'mw4wIslanda, fino all'estremo sud a 58° di latitudine, raggiungendo una larghezza massima di circa mw5a1600 km. Lungo la dorsale, nei pressi della sommità, si trova una grande fossa che scorre per la maggior parte della catena montuosa. La profondità delle acque sopra la dorsale è spesso inferiore a mw5q2700 m, e numerosi picchi si ergono fuori dall'acqua, formando delle isole, quali ad esempio le mw5gAzzorre. L'Atlantico del sud presenta anche altre due ristrette dorsali asismiche, la catena di Walvis e la catena di Rio Grande.
La dorsale medio atlantica separa l'Oceano Atlantico in due grandi sezioni, che hanno una profondità compresa tra mw6a3 000 e mw6q5500 m. Dorsali trasversali, che uniscono i continenti alla dorsale medio atlantica, dividono il fondo oceanico in numerosi bacini. Alcuni dei più grandi sono i bacini della Guiana, del Nord America, di Capo Verde e delle Canarie nell'Atlantico del nord, mentre in quello del sud si trovano i bacini dell'Angola, dell'Argentina e del Brasile.
Il fondo marino è considerato in genere abbastanza piatto, anche se non mancano montagne, mw6wfosse e altre caratteristiche. Due fosse superano gli mw7a8000 m di profondità. Le mw7qpiattaforme continentali, vicino alle terre emerse, costituiscono circa l'11% del fondo oceanico. Inoltre, molte formazioni simili a canali scavati tagliano queste piattaforme.
I sedimenti depositati sul fondo hanno origini disparate. I depositi terrigeni sono composti da particelle di sabbia, fango e roccia, formate dall'erosione dell'acqua, del vento e dall'attività vulcanica della terraferma, e poi trasportate da fiumi e piogge verso il mare. Questi materiali si trovano principalmente:
• sulle piattaforme continentali, dove sono più spessi presso la foce dei grandi fiumi (come il delta del mw8qNiger);
• ai piedi delle scarpate continentali, dove si accumulano in grandi conoidi mw8wtorbiditiche per opera delle correnti torbide prodotte da grandi frane sottomarine o convogliate direttamente dalle foci dei fiumi attraverso canyon sottomarini (è il caso del mw9aCongo).
I deposti pelagici sono formati dai resti di organismi che vanno a fondo quando muoiono (possono essere silicei, come i mw9gradiolari e le mw9wdiatomee, o calcarei, come i mw-aforaminiferi). Coprono la maggior parte del fondo marino, con spessori che vanno da 120 a più di mw-q3000 m, con lo spessore minimo in corrispondenza della dorsale. I depositi autogenici o autigeni sono assembramenti di minerali, come i noduli di mw-gmanganese, prodottisi per precipitazione dalle acque oceaniche in particolari condizioni di chimismo e temperatura. Sono comuni dove le altre tipologie di sedimentazione sono assenti.
Storia geologica
I geofisici sono riusciti a inserire i vari tasselli della storia dell'oceano grazie ai modelli mw-qtermici, alla teoria della mw-gtettonica a zolle, e alle misurazioni compiute in profondità. Unitamente a questo, gli esperti hanno realizzato una carta topografica del fondo dell'oceano, grazie all'impiego di strumenti atti a generare e a propagare mw-wonde acustiche riflesse dal fondo, oltre allo studio di frammenti di campioni prelevati dal fondale e delle anomalie mwaqamagnetiche presenti nelle rocce magmatiche che spuntano sul fondo.
L'oceano Atlantico sembra essere il più giovane degli oceani: l'Atlantico si è formato infatti 150 milioni di anni fa, con lo spezzarsi del supercontinente mwaqiPangea a causa del fenomeno del mwaqmmagma fuso risalente dal mwaqqmantello che formò una nuova crosta intercorrente fra Africa e America del nord e che ebbe l'effetto di dividere le terre dell'emisfero settentrionale dall'Africa e dall'America del sud. Da allora è andato espandendosi, un movimento che dura ancora oggi: le Americhe si separano da Europa e Africa a un ritmo di alcuni centimetri all'anno.
In un periodo databile 125 milioni di anni fa, nella zona centrale dell'Atlantico settentrionale si formò una attiva mwaqydorsale medio oceanica e proprio in questo periodo l'America del sud iniziò a staccarsi dall'Africa. Il movimento fra le due Americhe fece sorgere una compressione nella zona caraibica che provocò la subduzione della zolla venezuelana.cite-ref-o-8-0[8]
La dorsale medio atlantica alimenta questa espansione: attraversa tutto l'Atlantico da nord a sud, e da essa emergono nuove sezioni del fondo marino che spingono verso l'esterno quelle già esistenti. In prossimità dei continenti, il fondo marino viene spinto verso il basso, rientra nel mantello terrestre e favorisce la formazione di isole vulcaniche. Una delle conseguenze di questo movimento è che il fondo marino dell'atlantico è una zona geologicamente giovane, con un'età spesso inferiore al centinaio di milioni di anni.
All'incirca 80 milioni di anni fa, l'Atlantico settentrionale assunse le sembianze di un oceano, in alcune zone la profondità raggiunse i mwaq05 000 metri e si instaurò una circolazione di acqua che consentiva uno scambio fra i vari oceani; in questo periodo si staccarono la mwaq4Groenlandia e l'America settentrionale. Circa 65 milioni di anni fa la Groenlandia si allontanò dall'Europa e fino a 20 milioni di anni fa, una dorsale asismica vicino all'mwaq8Islanda aveva protetto l'Atlantico dal fluire di acque fredde artiche. Una buona parte della topografia dell'oceano è stata impostata 36 milioni di anni fa, solamente la mwarapenisola iberica e l'Europa erano ancora lontani dall'Africa.
La storia batimetrica dell'oceano consente di chiarire alcune anomalie, quali ad esempio il rilevamento di sedimenti carbonatici in uno strato inferiore a quello del carbonato di calcio; questo fenomeno accade perché la crosta oceanica quando si forma si colloca al di sopra della mwariprofondità di compensazione dei carbonati e perciò viene inevitabilmente coperta da sedimenti carbonatici; ma in una seconda fase il fondo allontanandosi dal centro, subisce una subsidenza che lo trascina al di sotto della profondità di compensazione e ai sedimenti carbonatici a questo punto si sovrappongono argille e fanghi silicei oltre a sedimenti terrigeni.cite-ref-o-8-1[8]
Clima
Il mwarkclima dell'Atlantico e delle terre adiacenti allo stesso oceano ed è influenzato dalla temperatura delle acque superficiali, dalle correnti oceaniche e dai venti che soffiano sopra le acque. A causa della grande capacità dei mari di trattenere il calore, i climi marittimi sono temperati e non presentano variazioni stagionali estreme. Le precipitazioni risentono enormemente dell'oceano, perché l'evaporazione dell'acqua oceanica è una delle fonti principali di mwarovapore acqueo.
Le zone climatiche cambiano con la latitudine: le zone più calde attraversano l'Atlantico a nord dell'equatore. Le zone più fredde si trovano a grandi latitudini, e specialmente nelle zone coperte di ghiaccio. Le correnti oceaniche contribuiscono al clima, trasportando acqua calda e fredda in diverse regioni. I venti che soffiano su queste acque contribuiranno poi a riscaldare o raffreddare le terre adiacenti.
La mwar0corrente del Golfo, per esempio, riscalda l'atmosfera delle isole britanniche e dell'Europa settentrionale (che altrimenti sperimenterebbero temperature ben più basse), mentre le correnti fredde contribuiscono alla formazione di mwar4nebbia al largo delle coste nord-orientali del mwar8Canada e delle coste nord-occidentali dell'mwasaAfrica. I cicloni tropicali (mwaseuragani) si sviluppano al largo della costa africana vicino a mwasiCapo Verde e si muovono verso ovest nel mwasmMar dei Caraibi. Gli uragani possono formarsi da maggio a dicembre, ma sono più frequenti tra agosto e novembre. Le tempeste sono comuni nell'Atlantico settentrionale durante l'inverno, rendendo pericolosa la traversata.
Storia
L'Atlantico è stato esplorato estensivamente. I mwasyVichinghi, i mwascPortoghesi e mwasgCristoforo Colombo sono tra i più famosi primi esploratori. I Vichinghi colonizzarono la Groenlandia prima dell'mwaskanno Mille, ma la colonia fu spazzata via da un peggioramento del clima.
Dopo Colombo, l'esplorazione europea accelerò rapidamente, e furono stabilite molte nuove rotte commerciali. Il risultato è che l'Atlantico era e rimane la sede del maggior traffico commerciale tra Europa e America. Sono state intraprese numerose esplorazioni scientifiche per studiare l'Oceano e il suo ambiente.
Dopo aver remato per 81 giorni e mwasw4766 km, il 3 dicembre mwas01999 mwas4Tori Murden divenne la prima donna ad aver attraversato l'oceano Atlantico da sola, quando raggiunse mwas8Guadalupa dalle mwataisole Canarie.
Economia
L'Oceano ha anche contribuito significativamente allo mwatmsviluppo economico delle nazioni che si affacciano su di esso. Oltre ad ospitare le maggiori rotte commerciali, l'Atlantico offre abbondanti giacimenti di mwatqpetrolio nelle mwaturocce sedimentarie delle piattaforme continentali, e le maggiori riserve di pesca del mondo. Per preservare queste riserve e l'ambiente oceanico, esistono numerosi trattati che cercano di ridurre l'inquinamento causato da versamenti di petrolio e rifiuti plastici.
Geografia
Punti critici e punti di accesso
Punti critici sono lo mwatkStretto di Gibilterra e l'accesso al mwatoCanale di Panama. Gli stretti strategici includono lo mwatsStretto di Dover, gli mwatwStretti della Florida, il mwat0Canale della Mona e il mwat4Canale Sopravento. Durante la mwat8guerra fredda, il cosiddetto mwauaGIUK gap (dall'mwaueinglese: mwauiGreenland, Iceland, United Kingdom) era un'area estremamente importante dal punto di vista strategico, in quanto i bracci di mwaummare che separavano tali isole, erano i punti di passaggio obbligato per la mwauqflotta sovietica, nel caso che la stessa avesse voluto raggiungere l'Atlantico, dai suoi porti nella mwauupenisola di Kola. Di conseguenza il suo controllo era di fondamentale importanza e lo stesso veniva praticato mediante forze navali ed aeree della mwauyNATO, ma anche grazie ad una rete di mwaucidrofoni sottomarini gestiti dalla stessa alleanza atlantica.
Porti
• Anversa
• Amburgo
• Belfast
• Bilbao
• Brema
• Brest
• Bordeaux
• Boston
• Cadice
• Caracas
• Colón
• Cork
• Dakar
• Danzica
• Dublino
• Freetown
• Gdynia
• Glasgow
• Göteborg
• Halifax
• Kingston
• Lagos
• L'Avana
• Le Havre
• Lisbona
• Londra
• Malmö
• Miami
• Mindelo
• Montréal
• Murmansk
• Nantes
• New York
• Porto
• Oslo
• Plymouth
• Punta Arenascite-ref-0-9-0[9]
• Puerto Williamscite-ref-0-9-1[9]
• Recife
• Salvador
• Santos
• Stettino
• Tampa
• Tema
• Ustka
• Vigo
Ambiente
Inquinamento e preservazione delle specie
Ci sono molte specie marine in pericolo, tra cui le mwavumante, i mwavyleoni marini, le mwavctartarughe, le mwavgbalene, le foche ed anche specie ittiche che per riprodursi migrano risalendo i fiumi che sfociano nell'Oceano come la cheppia (mwavkmwavoAlosa fallax). Le reti a strascico hanno accelerato il declino delle riserve di pesca e sono soggetto di aspre dispute internazionali. Inquinamento da fogne al largo degli mwavsStati Uniti, del sud del mwavwBrasile e dell'mwav0Argentina. Inquinamento da petrolio nel mwav4mare Caraibico, nel mwav8Golfo del Messico, e nel mwawamare del Nord. Inquinamento da fogne e industrie nel mar Baltico e mare del Nord.
L'uso intensivo della plastica da parte dell'uomo ha portato a riversare nell'oceano enormi quantità di rifiuti non deteriorabili al punto da formare isole di discariche gigantesche.cite-ref-10[10]
Pericoli
Gli mwawgiceberg sono molto comuni nello mwawkstretto di Davis, nello mwawostretto di Danimarca, e nell'Atlantico nord-occidentale da febbraio ad agosto. A volte sono stati visti anche molto a sud, vicino alle mwawsBermude e alle mwawwisole Madera. Le navi svilupperanno ghiaccio sulla loro struttura nell'Atlantico più a nord da ottobre a maggio. Il più famoso incidente dovuto a un iceberg nel Nord Atlantico è quello del transatlantico mwaw0RMS Titanic, che nella notte tra il 14 ed il 15 aprile mwaw81912, mentre eseguiva il suo primo viaggio di linea, si schiantò contro un iceberg ed affondò; nella tragedia morirono mwaxa1 500 delle oltre mwaxe2 200 persone a bordo. La nebbia persistente può essere un pericolo da maggio a settembre. Uragani da maggio a dicembre. Nell'mwaxiOttocento si verificarono casi di affondamento di navi a vapore con scafo in legno, quindi più fragile nell'impatto con le onde durante le tempeste.
Note
cite-note-brit-11. ↑ mwaxkThe New Encyclopaedia Britannica, vol. 2 (Enciclopedia Britannica, 1974), p. 294.
cite-note-33. ↑ Vedi anche mwaymMontagna Atlantus.
cite-note-44. ↑ Ripley e Dana mwayg1873:69.
cite-note-55. ↑ mwaywEnciclopedia Treccani, voce mway0mway4Oceano
cite-note-nationalgeographic-com-66. ↑ mwazi(mwazmmwazqENmwazu) mwazymwazcmwazgThere's a New Ocean Now, National Geographic Society, 8 giugno 2021.
cite-note-77. ↑ mwazw(mwaz0mwaz4EN) mwaz8mwaaaThe Southern Ocean is the Fifth and Newest World Ocean, su mwaaethoughtco.com.
cite-note-o-88. ↑ mwaacLa storia dell'oceano Atlantico, di John G.Sclater, pubbl. su mwaagLe Scienze (Scientific American), num. 132, ago. 1979, pp. 80-93.
cite-note-0-99. ↑ mwaa4mwaa8mwabaNon riconosciuto dall'organizzazione idrografica internazionale (mwabemwabiPDF), su mwabmwww.iho-ohi.net. mwabqURL consultato l'11 giugno 2015 mwabu(archiviato dall'mwabyurl originale l'8 ottobre 2011).
cite-note-1010. ↑ mwabomwabsmwabwUna gigantesca isola di spazzatura anche nell'Oceano Atlantico, su mwab0Il Fatto Quotidiano, 27 agosto 2010. mwab4URL consultato il 29 maggio 2021.
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